|
In Sicilia il nome di Nerello Cappuccio o Mantiddatu niuru o Niureddu Ammatiddatu, si attribuisce a diversi vitigni che hanno un portamento a mantello delle foglie. S'ignora quale sia l'origine di questo vitigno. Intorno agli anni 50 era coltivato, principalmente in provincia di Messina, dove occupava il 5% della superficie vitata. Dai lavori di indagine svolte sul Mascalese e sul Cappuccio sono emerse, sia dal punto di vista polifenolico che aromatico, sensibili differenze tra questi due vitigni, che li rendono complementari, giustificando il loro tradizionale taglio per la produzione dei vini rossi Etna a DOC. Dal Nerello Cappuccio, nella percentuale del 15-20%, e dal Nerello Mascalese, nella percentuale del 85-80%, coltivati sull'Etna, si ottengono dei vini rossi dalle spiccate caratteristiche di tipicità e particolarmente adatti all'invecchiamento. |
![]() |