vini
Benanti prodotti sull'Etna devono la loro unicità alla benefica
influenza del vicino mare e al particolare tipo di terreno sabbioso vulcanico,
ma soprattutto al fatto che le zone vitate da cui essi derivano si sviluppano
su una superficie troncoconica.
Questa particolare giacitura si ripercuote profondamente sul clima
della zona mediante due fattori: l'altitudine, che agendo soprattutto
sulle escursioni termiche annue, mensili e giornaliere (anche di 30°C)
influenza i processi di fioritura, invaiatura e maturazione dell'uva,
e l'esposizione, che attraverso la luminosità incide soprattutto
sui fenomeni enzimatici preposti al metabolismo degli acidi e degli zuccheri,
e di conseguenza sulla qualità dell'uva. In correlazione tra
loro, l'altitudine e l'esposizione determinano differenti microclimi.
Sono state queste attente valutazioni che, al fine di esaltare al massimo
le potenzialità vitivinicole dei differenti territori etnei, hanno
indirizzato la selezione delle microzone da destinare a vigne. Microzone
che peraltro ospitano alcuni tra i più antichi vitigni non soltanto
del territorio etneo, ma dell'intera isola. Vitigni autoctoni nobilissimi,
sopravvissuti all'epidemia filosserica dell'ultimo scorcio del
XIX secolo: il Nerello Mascalese, il Carricante, la Minnella e il Nerello
Cappuccio.